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L’attesissimo Apple watch è stato presentato ufficialmente ieri da Tim Cook presso il Yerba Buena Center di San Francisco, anche se se ne era già parlato durante la presentazione dell’ultimo iPhone 6.

L’Apple Watch è un piccolo gioiello hi-tech, un nuovo “personal device” che viene descritto come un grande passo nell’innovazione tecnologica, promettendo di diventare un oggetto che cambierà le nostre abitudini.

Secondo l’istituto di ricerca Strategy Analytics, il dispositivo Apple avvolgerà 15 milioni di polsi in tutto il mondo entro la fine del 2015. In questo modo, Apple controllerà il 55% del settore e lascerà il 45% della torta ai rivali. Anche nel campo degli smartwatch si prospetta quindi una sfida accesa fra iOS e Android.

Apple Watch è in primo luogo un orologio e funziona in connessione diretta con l’iPhone. Non avendo una sim card, ha bisogno di un iPhone nelle vicinanze, con il quale si collega via Bluetooth o WI Fi. E’ un orologio di altissima precisione, il quadrante è completamente personalizzabile ed estremamente accurato e ognuno può aggiungergli i dettagli che vuole, scegliendo tra tanti.

Apple Watch è anche un telefono poiché consente di fare telefonate e riceverne, parlando direttamente al device o spostando la chiamata sull’iPhone, di inviare e ricevere email e messaggi, scritti e vocali.

Inoltre è un tracker per gli allenamenti e monitorerà le prestazioni fisiche, i tempi, le calorie. Grazie all’elaborazione dei dati con la piattaforma Health, ci stimolerà anche a tenerci attivi e in salute, avvisandoci per esempio se siamo troppo sedentari o quando è necessario fare accertamenti. La concorrenza è già schierata, con Google Fit ad esempio, e gli altri trackers disponibili sul mercato.

Apple Watch è disponibile in due taglie, con cassa da 38 mm e da 42 mm e in tre modelli, distinti da materiali e prezzi. E’ fatto in acciaio di nuova generazione, più solido e compatto, ma anche più resistente a graffi e colpi. Il prezzo parte da 549 dollari ma può superare i 1000, a seconda dei modelli. Si potranno preordinare dal 10 aprile, sarà nei negozi dal 24 aprile, ma non in Italia, dove arriverà tra qualche mese

Si tratta di una rivoluzione e di uno straordinario passo tecnologico in avanti. La miniaturizzazione, la leggerezza e l’eleganza, sono la massima espressione della filosofia Apple e sono qui racchiusi in un unico, incredibile device.



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Il Governo stanzia 12 miliardi in 7 anni per la banda ultralarga e la crescita digitale.

Un piano investimenti pubblici con fondi europei e sblocca Italia che “mette insieme diversi ministeri, diverse fonti di finanziamento, fondi propri di Regioni, dei privati: un mix e un tentativo di mettere a unità una serie di competenze e risorse in un quadro strategico che permetta questo paese finalmente di fare la sua rivoluzione digitale, e raggiungere gli obiettivi dell’agenda europea”, ha detto il sottosegretario Graziano Delrio al termine del Cdm che ha approvato la Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020.

Nello specifico, 4 miliardi arriveranno da fondi comunitari gestiti a livello nazionale (Fondo sviluppo e coesione), 2 miliardi da fondi Ue di competenza regionale (Fesr e Feasr): 6 miliardi in tutto di risorse pubbliche ai quali sommare fondi attivabili con il piano Juncker e investimenti privati già pianificati.

L’Italia è pronta per la sua rivoluzione digitale e ha l’ambizione di superare gli obiettivi dell’Agenda digitale europea con un Piano Nazionale”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Federica Guidi.

L’ambizione è quella di superare gli obiettivi dell’Agenda digitale europea “portando i 100 mega all’85% della popolazione entro il 2020“, ha detto il ministro Guidi, con un’Italia divisa in quattro aree di intervento, dalle città metropolitane alle aree rurali.

Il Piano prevede una serie di misure ad hoc, come dei voucher da riconoscere direttamente agli utenti per l’attivazione di servizi a banda larga con tecnologia in fibra ottica, ma solo se in corso d’opera l’obiettivo dei 100 megabit indicato dalla Ue dovesse rivelarsi difficile da raggiungere. Si ipotizza un contributo di 100-150 euro.

Accanto al piano per la banda ultralarga, arrivano anche le linee guida per la «Crescita digitale». E’ prevista l’implementazione del servizio pubblico d’identità digitale e del sistema pubblico di connettività, per garantire la connettività e l’interoperabilità wi-fi negli uffici pubblici, scuole e ospedali.



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Google inizierà a valutare i siti web in base alla veridicità ed attendibilità delle  loro informazioni.

Questo sarà possibile grazie ad nuovo algoritmo, in fase di messa a punto, che premierà o penalizzerà i siti web in base all’attendibilità dei contenuti che pubblicano.

La valutazione Google diventerà più qualitativa che quantitativa, ciò significa che il motore di ricerca si baserà sempre meno sul numero di link in entrata per stabilire la posizione di un sito all’interno dei suoi risultati.

Il nuovo algoritmo, chiamato Knowledge-Based Trust, sfrutta le informazioni di Knowledge Vault, una grande base di dati scaricati dalla rete, già archiviati dal motore di ricerca e considerati attendibili. Le pagine web che conterranno informazioni contraddittorie rispetto a Knowledge Vault verranno automaticamente penalizzate mentre quelle con notizie affidabili e veritiere, verranno premiate.

L’algoritmo di Google si va ad aggiungere alla galassia di applicazioni che cercano di aiutare gli internauti a discernere le notizie vere da quelle inventate: Lazy Truth, per esempio, è un’estensione per il browser che elimina automaticamente dalla propria casella di posta le mail con contenuti inattendibili.

L’obiettivo di Google è quindi quello di migliorare l’esperienza dell’utente e limitare il più possibile la diffusione di notizie false, rendendo la navigazione e la ricerca di informazioni online più facili e proficue. 

Fonte: wired.it



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Facebook ha acquisito Wit.ai, un startup specializzata nella realizzazione di software per il riconoscimento naturale della voce. I termini fiscali ed economici dell’accordo non sono stati divulgati, e non è chiaro perché Facebook abbia effettuato questa acquisizione, tuttavia è possibile che il social network stia pensando di inserire in futuro nella sua piattaforma servizi collegati al riconoscimento vocale, magari proponendo una soluzione simile a Siri di Apple.

Wit.ai offre una piattaforma software che permette di inserire nelle applicazioni funzionalità di comando vocale. Si tratta di una piattaforma che, nonostante il sodalizio con Facebook, dovrebbe rimanere aperta e gratuita. Seimila developper collaborano al progetto mettendo a punto meccanismi di riconoscimento vocale, che usano per esempio per i loro siti e le loro applicazioni e che ora metteranno a disposizione del colosso social.

In particolare, non si tratterebbe tanto di un’assistente esclusivamente da uomo a macchina, come Siri di Apple o Cortana di Microsoft, quanto di un meccanismo di sintesi vocale in grado di comprendere il linguaggio naturale e consentirci di interagire su Facebook direttamente con la voce.

Ciò significa dare la possibilità di chattare vocalmente su Messenger, l’applicazione dedicata alla messaggistica, senza digitare alcun testo e, in linea teorica, di pubblicare post o esprimere “like” quasi in automatico, senza bisogno di scrivere nulla o cliccare.

Sembra proprio che Facebook voglia entrare nel settore delle soluzioni dei comandi vocali per offrire nuove opportunità a tutti i suoi utenti e migliorare così l’esperienza d’uso del social network. Del resto, oggi gli assistenti vocali e l’uso della voce per compiere determinate operazioni sono prodotti in forte crescita.

Facebook si rivela ancora una volta proiettato verso il futuro, capace di anticipare le nuove richieste e far evolvere la propria piattaforma.

 



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Cicret è un dispositivo innovativo, un bracciale che segna una vera rivoluzione nel mondo degli smartphone!

Parliamo di un prototipo molto interessante, un bracciale speciale in grado di proiettare sul nostro braccio lo schermo di uno smartphone Android.

All’interno del dispositivo si trova un piccolo proiettore che ci permetterà di visualizzare lo schermo del nostro smartphone direttamente sulla pelle del nostro braccio, ma non solo; oltre al proiettore, questo device ospita un modulo WiFi e Bluetooh, una porta micro-USB, una memoria interna da 16 o 32 GB, un processore, un accelerometro, un sensore di prossimità e la vibrazione.

L’idea è fortemente innovativa e segna una vera rivoluzione nel mondo dei bracciali smart e del nostro modo di utilizzare lo smartphone, permettendoci di visualizzare lo schermo, leggere ed inviare messaggi ed e-mail, accedere ai social, alle nostre app e molto altro, in qualsiasi momento!

Per il momento Cicret resta solo un prototipo e per il momento è in fase di progettazione.

Il team Cicret ha infatti bisogno di cospicui fondi per portare avanti questo progetto: 700.000 euro per la messa a punto del device e di 300.000€ per l’App.

E’ infatti stato creato un modulo per donazioni tramite Paypal sul sito cricet.com dove potrete trovare anche maggiori informazioni sul bracciale e sulla App Cricet!



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Le campagne di marketing online non si giocano più solo nel terreno dei motori di ricerca e delle mail, ma anche in quello dei social media. I Social media, infatti, influenzano il modo in cui compaiono i risultati nei motori di ricerca e la reputazione online di un brand, di un prodotto o di un servizio.

Per massimizzare l’efficacia e l’influenza delle campagne, i marketer non usano più solo strategie SEO e DEM, ma anche strumenti di social media marketing.

Combinare SEO e social marketing in una campagna di marketing è quindi fondamentale per il successo del proprio business; di seguito riporto un elenco che motiva questa affermazione (proveniente da CJG Digital Marketing)

Queste sono quindi le 8 ragioni per combinare SEO e Social Media marketing:

  1. Le persone sono sempre più attive sui Social media; infatti, dei 2.95 miliardi di utenti internet, 2.03 miliardi sono presenti sui Social. Questo dato significativo indica che gli utenti passano parte del loro tempo sui Social e questo diviene anche fonte di notizie e informazioni.
  2. I segnali dei Social hanno una forte correlazione con il ranking di Google. Ciò significa che questi segnali (like, condivisioni, tweet, follower ecc..) influenzano il posizionamento in Google.
  3. I segnali dei Social aumentano i link al proprio sito. Più link significa più visibilità e più prestigio.
  4. Accostare strategie SEO a quelle Social permette di avere più credibilità online dato che il tuo brand diventa parte della community.
  5. Accostare strategie SEO a quelle Social genera, verso il tuo sito e profilo social, un traffico di persone realmente interessate al tuo brand, prodotto e servizio. 
  6. Accostare strategie SEO a quelle Social permette di raggiungere più facilmente gli utenti mobile, cioè coloro che accedono a Internet tramite smartphone e tablet. 
  7. Le recensioni positive provenienti dai Social Media, aumenato la visibilità del brand a livello locale. 
  8. Accostare strategie SEO a quelle Social, aumenta la partecipazione degli utenti alla vita online del brand e ne rafforza la fedeltà.


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Facebook sta preparando una versione professionale, dedicata al mondo del lavoro, che si chiamerà “Facebook at Work” e che farà concorrenza a siti come Linkedin e Yammer.

La nuova versione pro permetterà agli utenti di discutere e collaborare su vari documenti con i propri colleghi, condividere con loro progetti e proposte, ed entrare in contatto con professionisti ed aziende.

“Facebook at Work” si differenzierà da Linkedin poichè la missione di quest’ultimo è connettere aziende e professionisti diversi e aiutare nella ricerca del lavoro o nella crescita professionale, mentre il nuovo servizio Facebook sembra focalizzato maggiormente sulla comunicazione e sulla collaborazione interna tra colleghi.

La notizia di questo nuovo servizio, focalizzato sulle necessità aziendali, è stata diffusa dal “Financial Times” che lo presenta come una piattaforma in cui gli utenti svolgeranno varie attività legate al proprio lavoro.

Il servizio sarà, nel design e nella struttura, simile a Facebook, ma permetterà di tenere separati i contenuti personali da quelli legati alla vita professionale.

Questa nuova piattaforma è ancora in fase di sperimentazione e il suo sviluppo è stato assegnato in gran parte alla sede di Londra, dove proseguiranno i test. Il team di Facebook non ha ancora chiarito quando il servizio verrà presentato al pubblico.

“Facebook at Work” risponderà all’esigenza delle aziende di avere una piattaforma che permetta ai propri dipendenti di comunicare in tempo reale, lavorare in sincronia, condividere progetti ed aumentare così la produttività.

 



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Di cosa parla questa pagina?
Aiutare i motori di ricerca a rispondere a questa domanda, è in fondo uno dei compiti più importanti per chi fa SEO. I motori non possono leggere le pagine come le leggono gli esseri umani, e quindi dobbiamo fornire loro elementi utili a comprendere il significato dei nostri contenuti.

Ecco alcuni CONSIGLI PRATICI PER UNA MIGLIOR OTTIMIZZAZIONE ON-PAGE:

1  Lo studio delle parole chiave sta alla base. Anche se le singole keyword non sono da sole sufficienti a creare le fondamenta del tuo contenuto, tutti inizia da una buona selezione delle parole chiave. Devi capire a chi ti rivolgi, quale competizione c’è attorno a quei termini, e quanto sono popolari. In ultima analisi, il tuo obiettivo deve essere quello di collegare i tuoi contenuti con le parole che vengono digitate dall’utente all’interno del modulo di ricerca.

2  Fai ricerca su temi e argomenti. Non puntare alle singole parole chiave, ma muoviti invece esplorando i temi che girano attorno ad esse. Esamina le chiavi secondarie collegate a quella principale. Quando le persone parlano di quel tema, che parole usano per descriverlo? Quali sono le proprietà del soggetto? Usa questi dati per costruire dei contenuti attorno al tema centrale.

3  Quando lavori sulla produzione del tuo contenuto, cerca di rispondere a quante più domande possibile. Un buon contenuto risponde alle domande, e un contenuto semanticamente rilevante è il suo riflesso. Chi si posiziona in testa ai motori di ricerca crea le migliori risposte possibili alle domande che gli utenti pongono. Quando crei i tuoi contenuti, assicurati di rispondere alle domande – e di offrire una user experience – meglio di come risponde la concorrenza.

4  Utilizza il linguaggio naturale e le variazioni. Durante il processo di ricerca delle parole chiave, è utile individuare altri modi di uso comune con i quali gli utenti si riferiscono al tuo tema, ed è bene integrarli all’interno dei tuoi contenuti.

5  Inserisci i tuoi contenuti più importanti nelle sezioni più importanti. Evita di mettere il contenuto importante in footer e sidebar. Non cercare di ingannare i motori di ricerca con fantasiosi CSS o trucchi JavaScript. Il tuo contenuto più importante dovrebbe essere posto dove è più accessibile e visibile.

6  Struttura i tuoi contenuti in modo appropriato. Testate, paragrafi, elenchi e tabelle forniscono la struttura ideale ai motori di ricerca, e permettono loro di meglio comprendere l’argomento principale della pagina. Creala in modo impeccabile, utilizzando una introduzione, una conclusione, i temi organizzati in paragrafi, cura ortografia e grammatica, e cita le fonti in modo corretto.

In fin dei conti, devi solo rendere il tuo contenuto migliore, semplice da capire. Se scrivi come un essere umano, per altri esseri umani, il tuo contenuto è già sulla strada per essere ben ottimizzato per i motori di ricerca.

 



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Probabilmente anche tu, se hai un blog personale o aziendale, come molti altri starai trovando difficoltà nel creare contenuti che attirino l’attenzione, vengano commentati, condivisi sui social networks e riescano a generare traffico costante.
Quando pensiamo a come fare blogging, solitamente è qualcosa del tipo: “Bene, ora mi metto a scrivere e pubblicare articoli a più non posso ed i risultati arriveranno sicuramente”. Sbagliato.

Il punto è che la quantità non è sempre la soluzione migliore. Che senso ha continuare a rimpinzare il lettore con delle informazioni a cui non è interessato?

Se vuoi fare blogging ed ottenere risultati senza perdere tempo o sprecare preziose risorse pubblicando ripetutamente articoli inutili alla tua causa, allora hai bisogno di sviluppare una strategia basata sui contenuti:

  • Di quali argomenti parlerai?
  • Quali risorse offrirai ai tuoi lettori?
  • Come organizzerai la pubblicazione dei contenuti del tuo blog?

In questo articolo delineeremo 3 step per delineare una strategia di contenuti realmente efficace.

1. Fare blogging correttamente: scegliere i giusti argomenti

Ci siamo: dovresti aver creato un sito web con tutti gli elementi necessari, scelto il tuo obiettivo e definito il profilo del tuo lettore ideale.
Ora dovresti assicurarti di rispettare alcune delle regole principali del content marketing:

  • Crea contenuti interessanti per i tuoi lettori
  • Evita di vendere
  • Scopri cosa interessa realmente

2. “Ragalare” le giuste risorse

E’ il momento di costruirti un seguito online.
Uno dei modi più efficaci e veloci per farlo è quello di creare una mailing list, la lista di contatti email di coloro che sono interessati ai tuoi argomenti.
Tuttavia, l’iscrizione del lettore alla tua lista non è qualcosa che avviene in modo spontaneo: il classico box con la dicitura “Iscriviti alla nostra newsletter” non è sufficiente.
Per convincere qualcuno a lasciarti la propria mail dovrai differenziarti dagli altri ed offrire valore.Come? Attraverso un incentivo, una risorsa gratuita che aiuti il lettore a risolvere un problema o raggiungere un determinato obiettivo.
Se offrirai il giusto tipo di incentivo in fondo ad ogni articolo del tuo blog, una buona percentuale dei lettori si iscriverà alla lista.

Come scegliere la tua offerta?

Il modo più semplice e diretto è pensare a quali sono gli argomenti principali che la tua audience vorrebbe apprendere

  • Quando scegli l’argomento da affrontare, cerca di fare in modo che sia specifico ma allo stesso tempo abbastanza grande da permetterti di scrivere 8-10 articoli per il tuo blog
  • Nel descrivere l’argomento che hai scelto assicurati di adottare lo stesso linguaggio e le stesse terminologie utilizzate dai tuoi lettori
  • Inizia scegliendo almeno 3 argomenti e delineando per ognuno di essi l’offerta da offrire in cambio dell’iscrizione alla tua lista.

3. Pianificare ritmo e pubblicazione dei contenuti

Ora che conosci gli argomenti più interessanti ed hai determinato quali contenuti offrire come incentivo, è il momento di creare delle campagne di content marketing relative ad ognuno di essi e delineare la tua strategia.

Ma cose’è una campagna di content marketing?

Si tratta di un piano che comprende tutti gli elementi necessari per promuovere al meglio le risorse che hai scelto di offrire come incentivo:

  • Articoli del blog
  • Call to Action: inviti all’azione di iscrizione, sotto forma di testo scritto, immagini o pulsanti
  • Landing pages: pagine dedicate esclusivamente all’azione di iscrizione
  • Social media: scelta dei post da pubblicare

Ovviamente, la parte più impegnativa di una campagna è quella incentrata sulla pubblicazione degli articoli:

  • Pianifica 8-10 articoli legati ad ognuno degli incentivi, della lunghezza di circa 800-1000 parole. Oppure 4-5 articoli da 1600-2000 parole, 15-20 da 400 parole ecc., a seconda del tuo tipo di audience
  • Identifica un ritmo editoriale. In base alla lunghezza scelta per ciascun articolo decidi la frequenza di pubblicazione: potresti per esempio pubblicare 2 volte a settimana per post di 800-1000 parole oppure 1 volta a settimana per quelli che superano le 1500.

Una volta che hai finito di pianificare i tuoi post e dopo averli organizzati in un calendario editoriale tutto il resto è molto più veloce:

  • Scegli una chiara Call to Action per ogni campagna: un pulsante, un’immagine o una frase accattivante da inserire al termine di ogni articolo, il cui link invia l’utente verso la Landing Page dedicata all’iscrizione per il download della risorsa completa.
  • Pianifica una serie di post da pubblicare sui social media per ogni contenuto relativo alle tue campagne.
  • Condividi, condividi e condividi!

A questo punto dovresti aver tutti gli elementi necessari per iniziare a pubblicare contenuti sul tuo blog senza avere dubbi sulla loro efficacia ed utilità.

 



scritto da on Social, Web Marketing

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Da qualche anno c’è una domanda che piega il mondo, questa domanda è Come trovare nuovi clienti online?
Analizzando le loro azioni sui Social Network, scoprendo cosa stanno facendo e in che modo si stanno muovendo per attirare l’attenzione di tutti quei potenziali clienti che potrebbero essere anche tuoi.

Come analizzare i Competitors per rendere la tua strategia vincente?
Oggi vogliamo aiutarti in questo, vogliamo spiegarti come fare una analisi concreta della tua concorrenza online, come scoprire le debolezze dei tuoi nemici e come fare di queste i tuoi punti di forza.

Perché analizzare i Competitors è importante in un piano di marketing online?
I motivi per cui effettuare questa tipologia di analisi sono tanti e vogliamo elencartene alcuni. In questa fase di analisi dovrai scegliere un obiettivo e potrai farlo attraverso questa lista.
L’analisi dei competitors online ti può aiutare a:

  • Comprendere quale tipologia di utente in internet è interessata a servizi simili al tuo.
  • Capire in che modo i tuoi concorrenti cercano di vendere i propri prodotti e acquisire nuovi clienti.
  • Scoprire quali sono i problemi riscontrati dagli utenti e che i tuoi competitor non riescono ad affrontare.
  • Dare una dimensione effettiva al mercato online e capire quali opportunità puoi cogliere al volo.

Cosa analizzare della strategia di Social Media Marketing del tuo competitor?
Innanzitutto, ti è ben chiaro chi siano i tuoi competitors? I competitors da analizzare sono quelli che già sono presenti online e hanno già messo in pratica una strategia di Social Media Marketing.
Puoi scovarli facendo una semplice ricerca su Google utilizzando le parole chiave attinenti ai tuoi prodotti e verificando quali sono i concorrenti che si posizionano più in alto nel motore di ricerca o che addirittura acquistano annunci adWords.

Prendi carta e penna e inizia a segnare:

  • nomi dei competitors che conosci e che stimi (o invidi, scegli tu)
  • nomi dei competitors presenti nelle posizioni più alte su Google per ricerche attinenti ai tuoi prodotti o servizi
  • nomi dei competitors che utilizzano annunci a pagamento sempre su Google

Fatta questa lista, verifica la loro presenza sui Social Network, questo lo puoi fare recandoti sui loro siti aziendali e cercando i collegamenti ai Social Network, i famosi tastini con le icone di Facebook, Twitter, Google + etc., se avranno fatto un buon lavoro di sicuro li trovi, altrimenti son tentata di dirti di chiudere la pagina e non considerarli ma, siccome ci serve sapere come si muovono, ti invitiamo ad andare su ogni social network e verificare la presenza di queste aziende ricercandole per nome.
Torna sul foglio che hai preso (o sul modulo che hai scaricato) e appuntanti su quale Social Network sono presenti. Da questo momento in poi si entra nel vivo dell’analisi.

Analisi dei competitors sui Social Network, quali dati prendere in considerazione?
Ora che hai definito chi sono i tuoi competitors e che sai su quali social network sono presenti, cominciamo a vedere quali cose dobbiamo prendere in considerazione.
Ci interessa sapere come si muovono quindi i dati che ci serve capire sono:

  • Per quale scopo è presente il tuo competitor sui Social.
  • Quali social network ha scelto il tuo rivale per la sua strategia di Socia Media Marketing.
  • Quanto spesso il tuo competitor posta su questi Social. Ad esempio, 3 volte al giorno mattina, pomeriggio e sera, oppure 3 volte a settimana il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
  • Che differenza c’è nel ritmo di pubblicazione sui vari Social Network. Potrebbe ad esempio postare 10 volte al giorno su Twitter, due volte su Facebook ed una sola su Google +.
  • Quali contenuti pubblica. Sta pubblicando post del suo blog? Utilizza approfondimenti da fonti esterne? Utilizza immagini reali o illustrazioni? Bisogna capire cosa fa parte della sua strategia di Social Media Marketing.
  • Quali contenuti riscuotono più interazioni. Cosa piace davvero alla gente che segue queste aziende e che quindi convince gli utenti a mettere un mi piace o a condividere o retwittare un aggiornamento.
  • Quali sono i commenti negativi fatti dagli utenti che seguono il tuo avversario. L’utente “arrabbiato” lo si trova sempre, in ogni settore, scopri per quale motivo ce l’ha con il tuo competitor.
    A questo punto avrai su carta un’idea generale del piano di marketing sui Social Network utilizzato dai tuoi competitors.

Elaborazione dei dati ricavati dall’analisi del piano di marketing online dei competitors.
Ora che hai ricavato tutti questi dati bisogna farli fruttare. Dai, un po’ di fantasia! Adesso sai ogni quanto pubblica il tuo concorrente, che cosa sta pubblicando e su quali canali.

Utilizza la stessa frequenza di pubblicazione dei tuoi competitors, o addirittura incrementala, senza però diventare fastidioso e ripetitivo.
Definisci bene come muoverti singolarmente sui vari Social Network, ci sarà un motivo per cui il tuo concorrente pubblica una sola volta al giorno su Google +, è inutile disperdere energie.
Visualizza bene gli orari in cui generano nuovi post sui social e in che orario sono stati pubblicati i post che hanno riscosso più successo. Confronta gli orari dei vari competitors e utilizza poi questi dati a tuo favore. Se un post pubblicato alle 12:00 ha avuto 3 mi piace e uno simile pubblicato alle 15:00 ne ha avuti 100, secondo te qual’è l’orario in cui sono presenti più persone interessate a quella tipologia di prodotto?

Scegli bene i contenuti. Ora sai i tuoi competitors di cosa parlano online, e sai anche quali sono quelli che piacciono di più alle persone che li seguono. Non perdere tempo con contenuti che vengono sistematicamente ignorati, utilizza quelli che hai visto ottenere più riscontro.